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A tutti sarà capitato di passare un momento di difficoltà, ad esempio a causa di una situazione economica non molto positiva, di una separazione, di una perdita o semplicemente di un brutto voto a scuola o ad un esame. Tra le cause, a volte purtroppo, può esserci anche un infortunio. Se anche tu hai attraversato o stai attraversando un momento come questo, allora questo articolo fa per te.
Innanzitutto, è importante sottolineare che anche il più “banale” infortunio può avere delle conseguenze sulla nostra vita quotidiana, sia dal punto di vista fisico, sia, soprattutto, dal punto di vista psicologico.
Pensiamo per esempio, ad un polso slogato, che ci costringe a stare a riposo e non ci permette di svolgere con semplicità le piccole azioni quotidiane, come scrivere una mail al computer o tagliare della frutta. Può sembrare una situazione da poco, ma a lungo andare può influenzare negativamente il nostro umore e, con effetto domino, avere ripercussioni sulla nostra vita.
Tra le conseguenze di un infortunio possiamo trovare, ad esempio, perdita d’identità, paura e insicurezza. Con il tempo questi sintomi possono diventare sempre più intensi, causando isolamento, ansia cronica e persino sintomi depressivi.
È, quindi, importante non sottovalutare mai la gravità di un infortunio e gli effetti che può avere. Rivolgersi ad un professionista può cambiare significativamente il percorso di guarigione, aiutando innanzitutto il corpo, ma soprattutto la mente.
Di seguito un esempio che dimostra quanto un infortunio possa cambiare la nostra vita e farci scoprire aspetti di noi stessi che non conoscevamo, su cui avevamo bisogno di lavorare.
La storia di Mario
Un ragazzo che chiameremo Mario si rompe il crociato giocando a calcio. Per Mario il calcio è tutto: la sua passione e anche il suo lavoro.
Ora deve stare a riposo, non può fare peso sulla gamba e può spostarsi solo quando strettamente necessario utilizzando le stampelle. In questa situazione Mario, fortunatamente, ha il supporto dei suoi cari e, grazie al loro aiuto, il periodo di convalescenza sembra passare in fretta.
Dopo più di un anno torna finalmente in campo. A differenza di come sperava, non riesce più a giocare come prima. Fa fatica, ma non perché sente dolore. Al contrario, ha paura di usare la gamba, quella gamba con cui prima aveva segnato tantissimi goal e che aveva permesso a lui e alla sua squadra di vincere molte partite.
Mario fa fatica a parlarne, ma l’allenatore e i suoi compagni notano subito che qualcosa non va. Provano ad aiutarlo, ma con scarsi risultati. Il problema è molto più grande di quello che immaginano. Cercano quindi di convincerlo a contattare uno psicoterapeuta e, con molta fatica, ci riescono. Durante il percorso terapeutico, Mario scopre di avere paura ad usare la gamba operata dopo la rottura del crociato e capisce di non aver mai realmente superato l’infortunio.
Mario scopre che questa paura è collegata ad altri aspetti della sua vita su cui ha bisogno di lavorare. Inizia così un percorso con uno psicoterapeuta che lo aiuta ad affrontare queste difficoltà e a lavorare su di sè, imparando a conoscersi e ad ascoltarsi.
Mario rimane in terapia dieci anni. Per lui chiedere aiuto è stato fondamentale.
Questa è una storia inventata, ma non per questo irrealistica. Le persone che vivono situazioni come queste sono tantissime. La cosa migliore da fare in caso di infortunio è rivolgersi sempre a dei professionisti. Oltre a lavorare sul nostro corpo, infatti, è importante prendersi cura della nostra mente. Un approccio che integra mente e corpo in questi casi è il più efficace, combinando ad esempio fisioterapia e supporto psicologico.
Conclusione
Un infortunio non riguarda, quindi, soltanto il nostro corpo, ma può avere degli effetti negativi anche sulla nostra mente. Per questo motivo è fondamentale chiedere aiuto. Rivolgersi a dei professionisti e accettare il loro supporto e quello delle persone che ci stanno accanto può fare una grande differenza.
Aurora Fercosini
Sitografia
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