LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA

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Quante volte durante una conversazione ci capita di sentirci a disagio per come ci esprimiamo, per ciò che diciamo o addirittura perché non sappiamo come instaurare un buon dialogo con l’altro? Quante volte non sfruttiamo al meglio le nostre capacità e ci poniamo dei limiti che sono al di sotto di ciò che siamo realmente in grado di fare?

A tal proposito esiste la Programmazione Neurolinguistica (PNL): si tratta di una pseudoscienza volta a migliorare la comunicazione interpersonale, a costruire un’autoconsapevolezza e a cambiare i propri schemi comportamentali attraverso la connessione e la collaborazione di tre elementi: i processi neurologici, il linguaggio e i sistemi comportamentali appresi con l’esperienza. Durante la nostra infanzia, infatti, apprendiamo e facciamo nostri dei comportamenti che dipendono dal tipo di educazione che si riceve e si tratta di un processo soggettivo e strettamente connesso all’ambiente in cui viviamo.  Con la crescita del singolo individuo, si può notare che alcune attitudini sono limitanti e altre meno: l’obiettivo della PNL è quello di ridurre i comportamenti limitanti in favore di quelli produttivi per permettere al soggetto di raggiungere il massimo delle sue possibilità, una sorta di stato d’eccellenza.

La pratica che permette di individuare i vari tipi di comportamento è il modellamento, che può essere intuitivo o analitico. Il primo è una sorta di imitazione del comportamento altrui, come accade nel bambino che imita il genitore senza comprendere ciò che fa. Il secondo è un’analisi comportamentale del soggetto che permette di raccogliere informazioni sul suo modo di agire e, una volta estrapolate, si cerca di replicarle.

Al fine di avere un quadro chiaro del soggetto, lo si invita ad utilizzare tutti i cinque sensi in modo da poter comprendere quale sistema di rappresentazione della realtà sia più affine a lui. Si articolano così tre tipologie di individui:

  • il soggetto visivo, che tende a parlare per immagini, descrive le cose ricorrendo a un’immagine mentale o ricorrendo a immagini derivanti da esperienze passate, solitamente elabora pensieri come se fossero fotogrammi in sequenza;
  • il soggetto auditivo, che ha la capacità di ricordare i suoni che hanno incontrato nel corso della vita e si esprimono in maniera ordinata e regolare;
  • il soggetto cinestetico, che scandiscono la loro vita in base alle loro sensazioni corporee, tattili e percettive.

Ad ogni tipo di sistema di rappresentazione corrisponde uno specifico linguaggio: il soggetto visivo sceglierà termini che appartengono alla sfera del visivo e utilizzerà aggettivi universali; il soggetto auditivo userà un lessico appartenente alla sfera uditiva e farò uso di proposizioni causali e ragionamenti logici; il soggetto cinestetico utilizzerà delle espressioni come “avere la puzza sotto al naso, toccare con mano…”.

Se il lavoro della PNL è concentrato sul singolo individuo, si porrà l’attenzione sui suoi comportamenti ma, se si tratta di una conversazione tra due interlocutori, è necessario effettuare l’analisi sopra citata anche sull’altro interlocutore per comprenderlo e per permettere di entrare in empatia con lui, “influenzandone” pensieri e scelte.

La PNL è anche utilizzata nell’ambito del marketing: le sue tecniche analizzano se e quanto i soggetti siano interessati ad un’iniziativa commerciale grazie ad un’attenta osservazione del pubblico coinvolto allo scopo di recepire tutte le informazioni necessarie.

Di Marcella Fiorentino

marcellafiorentino99@gmail.com

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