Primo Soccorso Psicologico: intervento precoce nelle situazioni di emergenza

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Le situazioni di emergenza, come disastri naturali, incidenti gravi o eventi traumatici collettivi, possono avere un impatto significativo sul benessere psicologico delle persone coinvolte. L’emergenza è definita come “una situazione interattiva caratterizzata dalla percezione di una minaccia, una richiesta di attivazione rapida e di rapide decisioni, la percezione di una sproporzione improvvisa tra bisogno – cresciuto per intensità e ampiezza – e potenziale di risposta attivabile dalle risorse immediatamente disponibili e un clima emotivo congruente” (Sbatella, 2020). In questi contesti, il disagio emotivo può manifestarsi attraverso reazioni intense quali paura, confusione, senso di impotenza o disorientamento. La psicologia dell’emergenza si occupa di comprendere e sostenere tali risposte, promuovendo interventi tempestivi e proporzionati. Tra questi, il Primo Soccorso Psicologico (Psychological First Aid, PFA) rappresenta oggi uno degli approcci più diffusi e condivisi a livello internazionale (WHO et al., 2011).

Che cos’è il Primo Soccorso Psicologico

Il Primo Soccorso Psicologico è un insieme di interventi di supporto umano, pratico ed emotivo, rivolti a persone che hanno vissuto un evento potenzialmente traumatico. Non si tratta di una psicoterapia né di un trattamento clinico strutturato, ma di un intervento precoce, breve e non invasivo, finalizzato a ridurre il disagio immediato e a favorire l’adattamento (Hobfoll et al., 2007). Il PFA si fonda sull’assunto che la maggior parte delle reazioni psicologiche iniziali in emergenza non siano patologiche, bensì risposte normali a eventi straordinari. In quest’ottica, l’obiettivo non è l’elaborazione del trauma, ma il sostegno delle risorse personali e sociali della persona. Secondo Hobfoll e colleghi (2007), gli interventi psicosociali efficaci nelle emergenze dovrebbero promuovere cinque elementi fondamentali:

  1. Il senso di sicurezza 
  2. La riduzione dell’attivazione emotiva
  3. Il senso di autoefficacia e di efficacia collettiva 
  4. Le connessioni sociali 
  5. La speranza 

Questi principi guidano il Primo Soccorso Psicologico, orientando l’operatore verso un intervento rispettoso, flessibile e centrato sui bisogni immediati

Cosa si fa nel Primo Soccorso Psicologico

Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità descrivono il PFA attraverso tre azioni principali: guardare, ascoltare e collegare (WHO et al., 2011).

  • Guardare significa valutare la sicurezza della situazione e individuare bisogni urgenti.
  • Ascoltare implica offrire una presenza empatica, senza forzare la narrazione dell’evento.
  • Collegare vuol dire aiutare la persona ad accedere a risorse pratiche, sociali o professionali, favorendo il supporto familiare e comunitario.  

Il PFA può essere applicato da professionisti della salute mentale, ma anche da operatori dell’emergenza adeguatamente formati, all’interno di un lavoro integrato e multidisciplinare. Si inserisce, infatti, all’interno di un più ampio insieme di interventi psicosociali in emergenza, tra cui modelli strutturati come il Critical Incident Stress Management (Everly & Mitchell, 1997), che è invece un programma di intervento di crisi completo, integrato, sistematico e multicomponente in grado di coprire un continuum dalla fase pre-crisi a quella post-crisi. Pur condividendo l’obiettivo di tutelare il benessere psicologico nelle fasi critiche, il PFA si caratterizza per la sua semplicità, adattabilità e per l’attenzione prioritaria ai bisogni immediati, piuttosto che alla rielaborazione dell’esperienza: fornisce una cornice per sostenere le persone e comprende sia un supporto sociale che psicologico, nonostante la sua denominazione. Numerosi studi mostrano che la maggior parte delle persone esposte a eventi traumatici riesce, nel tempo, a recuperare un buon livello di funzionamento, soprattutto quando può contare su supporto sociale e contesti percepiti come sicuri (Bonanno, 2004). Il PFA contribuisce a creare queste condizioni, riducendo il rischio di isolamento e favorendo l’accesso alle risorse disponibili.  

Il Primo Soccorso Psicologico rappresenta quindi uno strumento fondamentale nella psicologia dell’emergenza, poiché consente di intervenire in modo tempestivo, etico e scientificamente fondato. Per studenti e professionisti della psicologia, offre un modello di intervento che valorizza la dimensione umana della cura, riconoscendo la sofferenza come parte di una risposta adattiva e non necessariamente patologica.

Camilla Villa 

camillavilla.psi@gmail.com

Bibliografia:

Bonanno, G. A. (2004). Loss, trauma, and human resilience. American Psychologist, 59(1), 20–28.

Everly, G. S., & Mitchell, J. T. (1997). Critical incident stress management (CISM): A new era and standard of care in crisis intervention. Chevron Publishing

Hobfoll, S. E., et al. (2007). Five essential elements of immediate and mid-term mass trauma intervention. Psychiatry, 70(4), 283–315.

Sbattella, F. (2020). Manuale di psicologia dell’emergenza. Edizione ampliata. Franco Angeli.

World Health Organization, War Trauma Foundation, & World Vision International. (2011). Psychological first aid: Guide for field workers. WHO.

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