Issuefication. La politica come Netflix

Tempo di lettura: 7 minuti

Nelle ultime settimane è stato discusso il tema del “cat calling” grazie alle Instagram stories di Aurora Ramazzotti. Si continua a discutere di omofobia in merito all’approvazione del DDL Zan con l’aiuto di artisti, creators e influencer (tra questi, Fedez, il quale ha intavolato una discussione durante una diretta con il deputato Alessandro Zan, promotore della proposta di legge). Si è constatato come Chiara Ferragni, con il suo potere mediatico, sia riuscita a scuotere le strutture adibite alla somministrazione dei vaccini in Lombardia dalla loro inefficienza. E si potrebbe continuare a citare altri esempi come questi, che hanno tutti una dinamica in comune.

Quale?

È ormai assodato che l’avvento dei social network abbia radicalmente trasformato le nostre vite e la nostra percezione del mondo esterno. Grazie a queste piattaforme, abbiamo potuto affrontare la pandemia e le relative restrizioni con maggior facilità rispetto a come sarebbe potuto accadere anche solo 15 anni fa. L’acuirsi generale della presenza sui social network durante questo ultimo anno, ha fatto sì che vi fosse un incremento esponenziale dell’utilizzo di tali piattaforme, non solo a scopo ludico e di svago, ma anche funzionale e informativo. La possibilità di informarsi in tempo reale sugli avvenimenti e il costante monitoraggio della condizione sanitaria, ha permesso una maggiore e più rapida diffusione delle informazioni e delle norme da seguire relative ai DPCM.

Coloro che utilizzano i social network come vero e proprio strumento di lavoro, ovvero influencer, youtubers, streamers e creators, hanno potuto constatare il loro definitivo riconoscimento in termini di identità sociale. Gli influencer, e più in generale i creators, partecipando alla vita online e conoscendo le dinamiche insite nella struttura dei social network, sanno che è fondamentale intercettare tematiche e contenuti che possano diventare virali per creare engagement. A tal proposito, si fa sempre più impercettibile il confine che separa l’opinione personale dalla posizione politica vera e propria. La possibilità di esporsi e di esporre la propria persona sui social network (in termini di idee, opinioni, pareri etc.) è, per gli influencer, una vera e propria sfida. Ma, tale sfida, assume importanza anche per coloro che, seppur non direttamente, si servono dei social network per diffondere le proprie idee e fare campagna elettorale, ovvero, i politici. La linea di confine che separa ciò che è politico da ciò che è personale si fa sempre più esile, con il risultato che tematiche generali vengono trattate da un punto di vista personale (per esempio da influencer) e opinioni personali vengono elevate a tematica generale (per esempio i profili social dei politici). L’intersecarsi dei due piani di realtà è sempre stato un fenomeno dibattuto e studiato in sociologia e psicologia ma, ultimamente, la quasi totale sparizione della differenza tra i due piani grazie all’arrivo dei social network e al sorgere di figure come creators e influencer, ha fatto sì che esso sia riconosciuto come un fenomeno circostanziato e preciso.

Lorenzo Pregliasco, analista politico e professore del laboratorio di comunicazione politica alla facoltà di scienze politiche dell’Università Alma Mater di Bologna, utilizza il termine “issuefication” per identificare quel fenomeno che riguarda l’esposizione di influencer su tematiche di ordine politico. L’aspettativa di vedere un influencer esporsi su un tema caldo a livello politico è ormai insita nei nostri meccanismi mentali influenzati dai social. Secondo Pregliasco, da quando è finita la intermediazione tradizionale dei grandi partiti politici su schieramenti ben definiti “destra-sinistra”, gli influencer hanno cominciato, anche a tratti inconsapevolmente, a colmare quel vuoto. Così, similmente alle aziende tramite l’attivismo dei brand, gli influencer vanno a riempire quel vuoto politico lasciato dalle forme partitiche tradizionali. In questo modo, attraverso un processo per lo più silente, si è arrivati alla fase storica in cui non è più solo la politica ad occuparsi di politica.

Ma che cos’è L’Issuefication della politica?

Coniando il termine dall’inglese “issue” che significa “problema”, si identifica quel fenomeno politico che consiste nell’attuare una prassi comunicativa nella quale si discute su una singola parcella di una problematica, polarizzando l’elettorato su posizioni divergenti e inconciliabili. Vi è la concentrazione, o meglio la polarizzazione, su un singolo tema (che però è inserito in un contesto socioculturale molto più ampio). Lo scopo della polarizzazione degli schieramenti su uno specifico issue, consiste nell’elevare tale singolo aspetto …

Per continuare a leggere clicca qui: https://www.ultimavoce.it/issuefication-la-politica-come-netflix/amp/

Di Tommaso Tunesi

tommyatune@libero.it

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