COVID-19 e dating app

Tempo di lettura: 6 minuti

Le app di incontri, anche dette dating app, sono diventate sempre più popolari negli ultimi anni. Ormai la lista delle applicazioni è lunga, ricordiamo per esempio: Tinder, Happn, Once, Bumble, Grindr, The Inner Circle, Ok Cupid, Lovoo, ecc.

L’obiettivo relazionale con cui le persone si apprestano ad utilizzare queste app varia dal cercare una relazione romantica, all’avere un rapporto sessuale occasionale. Nel primo caso si intende una “relazione seria, significativa ed orientata a lungo termine”, mentre nel secondo si fa riferimento ad un “incontro puramente sessuale, che non intende essere una relazione”. Alcune ricerche hanno scoperto che esistono degli specifici attributi personali, come la fiducia verso gli altri, la ricerca di sensazioni e l’uso di internet che possono essere considerati predittori significativi dell’utilizzo dei siti di incontri online.

Che impatto hanno avuto le misure restrittive per il contenimento del contagio da COVID-19 sull’utilizzo delle dating app? Dagli studi effettuati durante la pandemia è emerso come la voglia di creare legami con le persone sia rimasta, nonostante la situazione esterna ci abbia costretto a rinunciare a molte attività sociali. Siccome per alcuni mesi non è stato permesso uscire di casa a causa del lockdown, le persone hanno investito maggiormente sulle interazioni online per intrattenere relazioni sociali.

A partire da marzo 2020 le app di dating hanno registrato un incremento degli utenti e degli swipe. Secondo un recente sondaggio condotto dal sito di incontri Meetic, su 7mila single italiani risulta che il 45% del campione potrebbe innamorarsi online, ancora prima di incontrare il partner nella vita reale. Quello che è mancato ai single durante i mesi di lockdown non sono stati i rapporti sessuali: il 23% del campione ammette di aver patito l’astinenza sessuale. La maggior parte degli utenti ha sentito la mancanza degli amici (45%), della vita di tutti i giorni (43%), e del contatto fisico in generale (40%). Da questo sondaggio emerge che gli utenti si aspettano rapporti più sinceri ed autentici (75%) e hanno la necessità, a seguito del lockdown, di vivere una storia sentimentale (60%). Secondo un altro studio, condotto da Match.com sugli atteggiamenti e sui comportamenti dei single statunitensi su 5mila utenti, il 58% ha scelto di passare ad appuntamenti più intenzionali e voluti.

La quarantena ha portato ad un nuovo modo di approcciarsi alle dating app, è stata apprezzata la possibilità di concedersi una maggior quantità tempo nell’approfondire la conoscenza online, assaporando ogni tappa del percorso (scambio di messaggi, telefonate, videochiamate) prima di arrivare all’incontro dal vivo. Molti utenti riportano di aver a lungo fantasticato sul fatidico momento in cui l’incontro sarebbe potuto avvenire in presenza. Lo scambio frequente e continuo di messaggi e chiamate online ha favorito lo svilupparsi di rapporti profondi ed intensi tra gli utenti. Questi ultimi hanno definito le conversazioni avute durante il lockdown più intime e coinvolgenti. La maggioranza di loro inoltre afferma di essere diventata più onesta nelle comunicazioni con i potenziali partner.

Clémentine Lalande, CEO di Once (app di datingche consente un solo match al giorno) afferma: “Il tempo del binge dating è finito”.Attualmente si dedica maggior tempo nel conoscere l’altro e si dà meno importanza all’attrazione fisica quando si cerca il partner online. La pandemia ha incentivato l’approfondimento delle conoscenze tramite chat e videochiamate. In relazione a questo fatto, alcune app hanno implementato i servizi offerti agli utenti, per aumentare la qualità degli appuntamenti online. Per esempio, “Once” a marzo 2020 ha introdotto la funzione “live-video”, che ha permesso agli utenti di video-chiamarsi all’interno dell’app, senza dover condividere alcun contatto personale. Inoltre, affinché la chiamata avvenga è necessario che entrambi gli utenti diano il loro consenso. La possibilità di avere un appuntamento in videochiamata è presente anche su Match, Tinder e Hinge.

Amarnath Thombre, CEO di Match Group America, sostiene che la velocità degli appuntamenti sia rallentata e che sia diminuita la tendenza di contattare contemporaneamente più persone. Infatti, attualmente gli utenti sono più selettivi e decidono attentamente chi contattare. Secondo Amarnath anche il fenomeno del ghostingsembrerebbe essere diminuito, ovvero è meno frequente la pratica di interrompere i contatti e le comunicazioni all’improvviso, senza alcuna motivazione o preavviso.

Nonostante i siti e le app di dating siano molto utilizzate al momento, da alcune interviste condotte risulta che i single siano preoccupati per l’effetto che la situazione pandemica potrebbe avere sui loro programmi di vita e, nello specifico, quelli inerenti alla sfera sentimentale. Molti single dichiarano di sentirsi sconfortati, in quanto le energie impiegate online nel cercare un partner sono molte ed altrettante sono le complicazioni connesse al distanziamento sociale ed alle limitazioni imposte a causa della pandemia. Prima dell’incontro faccia a faccia ci si vuole accertare che valga effettivamente la pena incontrarsi di persona ed esporsi al rischio di contagio. Nonostante ciò, da alcune interviste è emerso come alcuni utenti siano più adatti a questo lento ritmo di conoscenza online, rispetto ad altre. Uno studio condotto dalla Brigham Young University nel 2012, sostiene che le coppie che passano del tempo a conoscersi, prima di avere rapporti sessuali, avrebbero maggiore probabilità di costruire delle relazioni lunghe e felici, grazie alla forte base di connessione emotiva instauratasi tra di loro.

Di conseguenza potremmo domandarci se il distanziamento sociale, lo scambio lento di messaggi e la creazione di un rapporto mentale prima di quello fisico, possano essere le premesse per dei legami duraturi. A questo proposito: i siti e le app di dating potrebbero davvero essere il nuovo modo per trovare l’amore durante questi anni di emergenza sanitaria?

Di Anna Mozzoni

anna.mozzoni01@icatt.it

Bibliografia e Sitografia

Chan, L. S. (2017). Who uses dating apps? Exploring the relationships among trust, sensation-seeking, smartphone use, and the intent to use dating apps based on the Integrative Model. Computers in Human Behavior, 72, 246-258.

https://www.vox.com/the-highlight/21550996/dating-love-coronavirus-covid-19-singles-relationships

https://www.meetic.it/p/consigli/confinamento-consigli/dating-vs-lockdown-gli-effetti-della-quarantena-sui-single-italiani/https://www.singlesinamerica.com

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