ESEMPI DI LEADERSHIP IN BAND OF BROTHERS

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Enrico V parlando ai suoi uomini pronunciò queste parole: “Da oggi, fino alla fine del mondo, noi che siamo qui verremo ricordati. Noi pochi fortunati, noi, banda di fratelli. Poichè colui che oggi è con me e versa il suo sangue sul campo, colui è mio fratello” (Testimonianza di Carwood Lipton).

Band of Brothers Fratelli al fronte è una miniserie televisiva, di dieci episodi, incentrata sulla Easy Company (la quinta compagnia, “E”) del 506esimo Reggimento di Fanteria Paracadutista della 101esima Divisione aviotrasportata statunitense. Co-prodotta da HBO, Tom Hanks, Steven Spielberg e Stephen Ambrose, storico e autore del romanzo omonimo da cui la serie è adattata, narra le vicende realmente vissute da questi uomini nel teatro europeo della Seconda guerra mondiale, dal D-Day fino alla fine del conflitto. Il contesto bellico offre un esempio emblematico dell’importanza che un leader è chiamato a rivestire nel fare da guida al proprio gruppo, e ci permette in questo caso di osservare fenomeni e teorizzazioni sulla leadership attraverso le trasposizioni di azioni ed esempi reali. Nel dare una definizione di leadership, è Forsyth (1999) ad indicarla come “il processo per il quale ad alcune persone del gruppo viene permesso di mobilitare e guidare gli altri componenti per aiutarli a conseguire gli obiettivi”.

Una primissima distinzione riguardo alla leadership vede da una parte i leader orientati al compito, per i quali l’obiettivo e il suo raggiungimento hanno la precedenza assoluta, e il lavoro deve essere organizzato al meglio a tal fine, e dall’altra i leader orientati alle relazioni, o socio-emozionali, che mantengono l’armonia del gruppo e ne favoriscono il clima, aumentano la coesione, e mediando i conflitti. Rappresentativo della prima categoria è il tenenteHerbert Sobel (David Schwimmer, Ross di Friends), che incardina il proprio ruolo sull’addestramento dei suoi soldati, mirando a far loro raggiungere standard di eccellenza. A costo di farsi odiare, impone rigide norme di condotta, che tuttavia temprano coloro al suo comando, raggiungendo così l’obiettivo sovraordinato ambito da Sobel, avere “sotto ai [suoi] ordini la prima e la migliore compagnia del reggimento”. Leader orientato alle relazioni è invece il sottotenente Richard Winters (interpretato da Damian Lewis), personaggio centrale nell’intera serie. Per ogni ordine stringente di Sobel, per ogni richiesta sfinente (comprese le marce notturne senza poter bere, o il salire e scendere completamente equipaggiati una vetta sovrastante il campo di addestramento) Winters è sempre al fianco della compagnia, motivando chi rimane indietro, rispondendo alle lamentele e infondendo coraggio: anche grazie a lui e al suo comando si genera tra i ranghi un forte senso di coesione e appartenenza.

Sobel è di estrema utilità anche nel rappresentare un secondo aspetto centrale di questo processo: la leadership è un contratto sociale, che si instaura tra il leader e i membri, intrecciati in una relazione bidirezionale. Nel momento in cui vengono fatte richieste elevate o ordini severi, spesso causa di risentimenti e malcontento, gli uomini si dimostrano sempre disposti a seguire tali ordini, perché viene percepito il senso di queste pretese e soprattutto perché il comandante si attiene a questi stessi standard, dimostrando di rappresentare l’asticella a cui chiede di conformarsi. Con il proseguire dell’addestramento e il passaggio da una routine di esercizi fisici e tecnici ad azioni tattiche simulate sul campo, sotto pressione, emerge l’incapacità di Sobel nel condurre i propri uomini: la frattura createsi porta ad un vero e proprio ammutinamento. Con l’avvicinarsi del dispiegamento al fronte e il passaggio dalla finzione dell’addestramento alla realtà della guerra, i sottoufficiali della compagnia vedono venir meno l’implicito corrispettivo alla loro fiducia e obbedienza, ovvero una guida sicura e capace, che possa permettere loro di uscire vivi dal conflitto imminente.

Nel quinto episodio Winters si distingue anche come leader trasformazionale, ovvero capace di trasformare il proprio gruppo, migliorando le competenze dei membri e spronando a trovare nuove e migliori strategie. Mettendo anche a repentaglio la propria sicurezza o la propria vita, letteralmente guidando la carica all’assalto di una postazione nemica, Winters porta i soldati ai suoi ordini a “riscoprire se stessi”, nelle proprie qualità inesplorate o nei momenti di crisi. La conoscenza e la considerazione per ogni soldato, l’ispirare e il motivare, insieme all’innato carisma che Winters dimostra, sono tutti gli elementi che permettono la trasformazione. Questa azione è anche l’ultima che lo vede come comandante operativo della compagnia: per i suoi meriti, viene promosso a ufficiale esecutivo, con incarichi più burocratici che lo portano lontano dal poter effettivamente guidare i propri uomini. Questa promozione lascia la compagnia senza un comandante, proprio al suo dispiegamento nella foresta delle Ardenne, in cui l’esercito americano subirà l’ultima grande offensiva di Hitler e la 101esima divisione si ritroverà completamente accerchiata, nell’assedio di Bastogne.

“Dike non era un cattivo comandante perché prendeva decisioni sbagliate, lo era perché non prendeva decisioni”

Spostando il focus dalla figura del leader, ovvero dal chi sia il capo, allo stile di comando adottabile, e quindi al come la leadership possa essere esercitata, fanno scuola i celebri esperimenti di Lewin, Lippitt e White (1939). Possiamo distinguere tre stili esercitabili: autocratico, democratico e lassista. È tra questi lo stile democratico quello che determina sia i livelli migliori di produttività che di relazioni e clima del gruppo positivi. Mentre lo stile autoritario porta inizialmente ad alti livelli produttivi, a scapito di relazioni tra i membri disfunzionali e un generale deterioramento del clima col proseguire nel compito, lo stile lassista (o laissez-faire), è connotato da una “scomparsa” del leader, che dà indicazioni generiche, si colloca in una posizione marginale e lascia il gruppo a sé stesso. Il fenomeno più interessante osservabile in questi casi è l’emersione di una leadership vicaria, in cui un membro intercetta i bisogni non corrisposti espressi dal gruppo e risponde al vissuto di confusione e disappunto.

Nel settimo episodio incontriamo il nuovo comandante della Easy, Norman Dike, ai cui ordini è sottoposto anche il primo sergente di compagnia Carwood Lipton. Per la maggior parte del tempo assente, mentalmente quando non fisicamente, Dike rappresenta l’esempio perfetto dei danni che una leadership imposta ma non esercitata possa creare, e delle catastrofiche conseguenze a cui uno stile lassista porta. In queste circostanze è il sergente Lipton che subentra come leader vicario, tenendo insieme gli uomini e guidandoli nei momenti di crisi. Facendosi capo (in tutti i sensi) delle necessità dei suoi soldati, ecco che diventa esempio emblematico di una leadership situazionale, ovvero di un leader che, come affermano Speltini e Palmonari (1998) “ha bisogno di ricoprire funzioni diverse in situazioni che contemplano compiti diversi”.

In conclusione, Band of brothers descrive le vicissitudini di persone comuni che hanno risposto alla “fatidica chiamata”, ma che altrimenti avrebbero condotto vite ordinarie, così come faranno una volta tornati a casa. Gli eventi drammatici di cui possiamo diventare partecipi sono pieni di umanità, enfatizzando come non ci sia nulla di straordinario in quello che ci viene raccontato. Incontriamo situazioni difficili da gestire o compiti che richiedono impegno e organizzazione per essere svolti nel modo giusto praticamente ogni giorno, e spesse volte facciamo riferimento a una figura di leader senza neanche rendercene conto. Pur presentando numerose ed eterogene sfaccettature, la leadership riveste quindi un ruolo centrale in quella che è la vita di qualsiasi gruppo, ed esserne consapevoli può permetterci un migliore rapporto con essa.

Di Jacopo Cammarata

jacopo.cammarata01@icatt.it

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA:

Ashleigh, M., Mansi, A., Di Stefano, G. (2019). Psicologia del lavoro e delle organizzazioni. Milano-Torino: Pearson.

Del Rio, G., Luppi, M., (2010). Gruppo e relazione d’aiuto: saperi, competenze, emozioni. Milano: FrancoAngeli.

Myers, D. G., Twenge, J. M., Marta, E. Pozzi, M. (2019). Psicologia sociale Milano: McGrawHill.

https://writingbros.com/essay-examples/the-band-of-brothers-leadership-styles-of-soldiers/

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