LA GRAFOLOGIA

Tempo di lettura: 3 minuti

Hai mai sentito parlare di grafologia?  La grafologia è la scienza che studia la personalità e i tratti caratteriali di una persona a partire dalla sua scrittura spontanea. Si sbaglia se si pensa che si tratti di una pratica esoterica in cui si “indovina” qualcosa sull’uomo o in cui sono necessarie doti paranormali; la scrittura infatti è un gesto neurofisiologico che si origina nel cervello per poi arrivare fino alla mano mediante un complesso meccanismo di stimolo-risposta. Il gesto grafico è una proiezione dell’attività neuromotoria, mentre l’obiettivo della grafologia è quello di individuare le implicazioni psicologiche sull’atto grafico. La grafologia più recente ricerca un punto di vista scientifico, ricorrendo anche a metodi sperimentali, come le grafometrie, per avere criteri sempre più razionali, inoltre si sta avvicinando sempre più alla psicologia moderna.

Ognuno di noi a scuola impara un modello calligrafico abbastanza uniforme, successivamente nel tempo personalizza e automatizza il gesto grafico distaccandosi più o meno dal modello appreso, proiettando nella grafia il proprio mondo interiore ed i vissuti, a questo punto il soggetto è passato dal modello all’antimodello che si discosta dalla calligrafia scolastica (Bruni, 1994).

L’uomo da secoli è interessato al rapporto tra la grafia e la personalità, riflessioni su quest’ambito sono individuabili già negli scritti dei greci e dei romani. I primi veri studi risalgono al XVII quando però la grafologia non esisteva ancora come disciplina indipendente. Il termine grafologia viene introdotto nel 1868 dall’abate francese Michon per indicare lo studio delle relazioni osservabili tra la grafia e il carattere; i suoi studi vengono successivamente proseguiti dal suo allievo Crèpieux-Jamin, il quale a contrario del maestro collega le qualità psichiche non a un segno singolo, ma a un complesso di segni, provando a risalire dal gesto grafico alle cause psicofisiche. Gli studi di Crèpieux hanno dato un grande impulso anche in altri paesi alla disciplina della grafologia per divenire sempre più scientifica.

Nello stesso periodo emergono altri importanti studiosi che esprimono il loro pensiero nel mondo della grafologia, questi in particolare sono Klages in Germania, Pulver in Svizzera e Moretti in Italia (Brunilde et al., 2013)

L’analisi grafologica è un test proiettivo spontaneo in cui è possibile individuare alcune componenti intellettive, la predisposizione all’analisi e alla critica, il tipo di memoria, l’eventuale introversione o estroversione, l’affettività, l’empatia, la sensibilità e il comportamento. La diagnosi grafologica necessita sia l’esame analitico della scrittura, sia l’impiego di fattori irrazionali come l’intuizione e l’immedesimazione. La scrittura, inoltre, cambia nel tempo con il cambiare della personalità. Ovviamente, per poter parlare di un’analisi completa della personalità del soggetto, non è sufficiente la sola analisi grafologica ma questa necessita di essere integrata con altri test e valutazioni (Galimberti, 2018).

Tra i segni grafici che è possibile analizzare troviamo l’ampiezza del margine destro e sinistro, quanto la scrittura risulta essere grande, piccola, scattante, fluttuante, tesa, contorta, arruffata superiormente o inferiormente, slegata, legata, rovesciata, eretta, pendente, radicata… ad ognuno di questi segni è possibile attribuire un significato dopo un’attenta analisi, per esempio la scrittura scattante, presente quando le lettere non stanno ben allineate sul rigo ma se ne discostano, potrebbe essere interpretata come un eccesso di energia incontrollabile che può essere sprecata oppure trasformata in creatività, oppure la scrittura tesa con passaggi bruschi e angolosi potrebbe rappresentare conflitti interiori che rispecchiano i conflitti con l’ambiente (Bruni, 1994).

Tra i campi di applicazione della grafologia troviamo l’analisi della personalità, la consulenza di coppia e familiare, l’orientamento scolastico e professionale, le perizie grafiche, la criminologia, la valutazione in età evolutiva e gli interventi in aziende.

In conclusione, è possibile affermare che la scrittura sia un comportamento espressivo, o meglio una meravigliosa espressione dell’uomo nella sua interezza, qui corpo e mente sono interdipendenti tra loro e si uniscono per far emergere dei vissuti interiori.

Di Margherita Pietrobon

marghe.pietrobon@gmail.com

BIBLIOGRAFIA

Battistini, L. (2018). Grafologia, una scienza davvero complessa

Bruni, P. (1994) La grafologia, scrittura e personalità. Milano: Xenia tascabili

Brunilde, V. Cattaneo, A., Zacchi, S. (2013). Cos’è la grafologia

Galimberti, U. (2018). Nuovo Dizionario di Psicologia (3rd ed.). Milano: Feltrinelli. pp. 576

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